04 gennaio 2008

Ridere è roba umana e vuole insensibilità ed intelligenza.
E’ quello che (superliberamente tratto) mi dice Henri Bergson nel suo “Il riso – Saggio sul significato del Comico”.
Ora sull’umanità ci sono siamo all’oggetto ed in effetti ridere di un vaso di terracotta è veramente difficile. Sull’intelligenza ci sono per principio.
L’insensibilità ecco questa invece è l’informazione che mi mancava.
Sembra, infatti, che il maggior nemico del riso sia l’emozione e che per produrre tutto il suo effetto il riso abbisogni di un’anestesia momentanea del cuore, deve dirigersi alla pura intelligenza. Poi ho scoperto anche che questa intelligenza deve sempre rimanere in contatto con altre intelligenze. Il riso per quanto schietto lo si creda cela sempre un pensiero d’intesa, di complicità, con altre persone che ridono, reali e immaginarie che siano.

Ora, rileggendo, mi viene da ridere.

Accipicchia, funziona.

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