Riunione. Venti persone intorno ad un tavolo.Quaranta piedi. Due donne. Due tacchi (i miei). Due scarpe da ginnastica (dell’altra lei). Diciotto uomini. Sei orribili stivaletti, otto fibbie formato gigante, quattro scarpe da trekking (siamo in sicilia mica in trentino!), sedici scarpe vecchie. Stop. Due mocassini. Belli. Scarpe da maschio.. Gambe, giacca, cravatta…ha anche la testa. Cazzo ha la testa e mi guarda. E non la smette. Io ho sonno. Sono arrivata tardi in aereoporto. Non ho fatto colazione e sono le 11:30. Ho ancora gli occhiali da sole, devo toglierli, sono in piedi già da cinque ore. Per me quindi è ora di pranzo. E si ho fame, sete e nessuna voglia di essere lì. Ma almeno un caffè e un po’ d’acqua. Siamo al sud dov'è finita l'ospitalità? E lui continua a guardarmi. Non mi piace, ma sa come guardarmi. E questo sì che mi piace. Diciamo che ad una riunione, lontana da casa, nessuno che conosco, chi puoi mai dire, ma poi se uno ti guarda così in mezzo ad una riunione è uno con le palle…si si: mi piace.
Due ore di riunione. Lui sa anche parlare, è un ingegnere, e quando finisce ricomincia a guardarmi. Ho deciso: zoccoleggio un po’. Voglio dire mi sto annoiando, non si respira, se mi divertò un po’ il tempo passa pure prima. Ammicco. Fantastico. Sono una figa riesco a trovare un po’ di divertimento anche ad una pallosissima riunione di lavoro. E penso che ti ripenso. Penso "ora appena esco mi dirà dottoressa la riunione mi sembra sia andata bene no? quando tornate? forse è meglio sentirci prima mi dia il suo numero di telefono". E lo fa con quell’accento siciliano che adoro. Lo ammicco meglio "dai poi non è affatto male, belle spalle, bel fisico".. Lui continua a guardarmi. La riunione sta per finire lo sento. Riammicco, prendo appunti e ripenso: "e se mi invita a pranzo?..si posso accettare, che male c’è? Con questo sole mi faccio portare a pranzo al mare, c’è un sole bellissimo, il volo successivo è solo un’ora dopo, il biglietto è aperto, faccio lo stesso in tempo a passare da casa prima di andare al concerto di Chiara".
Si alzano tutti. Evvai evviva è finita. Sorrisi. Firme. Strette di mano.Usciamo. Scendo le scale. Devo fumare. Eccolo sta uscendo. E si viene verso di me. Vedi alla fine era come pensavo. E’ un maschio. E si si ha le palle (ora che è in piedi le vedo pure meglio e ..caspita come è alto). Mi sorride. "Arrivederci dottoressa, buon viaggio".
Mi stringe meravogliosamente la mano, si gira e va via.
Ecco gli uomini sono così. Ti fanno sentire femmina per due ore. Loro riescono ad essere maschi per poco meno. Il tempo di una riunione. Di più proprio non gliela fanno. Devono andare dal dentista o a pranzo dalla mamma. Cazzo come si è fatto tardi, devo finire di lavorare ad un documento.Devono andare a prendere Tommaso e Lucia da scuola. Tu non capisci. O meglio io non capisco. Dove sono finiti quelli che ti prendono e ti portano via? (e che nel frattempo riescono pure a farti godere)
Esiste un maschio trecentossessantacinque giorni all’anno per ventiquattr’ore di fila al giorno? Trovatemelo.
3 commenti:
secondo me più che un maschio tu vuoi un bello schiavo col petto villoso...
non troppo villoso, ma con la coda.
una notizia: forse forse ne ho trovato uno...sccccc
Posta un commento