Il volo delle sette e trenta. All’imbarco vi guardate intorno. Siete tre al massimo in quattro. Donne, intendo.
Uomini quanti volete. Anzi di più di quelli che volete. Con quelle loro borse per pc camicia pulita e spazzolino da denti, il soleventiquattrore, le telefonate importanti, odore di dopobarba, l’impermeabile appoggiato al braccio, biglietto e documento nella tasca della giacca.
E’ già lì che tutti quegli uomini ti stanno sul cazzo. Perché alle sette e trenta tu ti devi ancora truccare. Perché anche se dormi fuori due notti, devi portare le stesse cose che porteresti per un viaggio di un mese come il phon (quelle che usano quello dell’albergo sono pazze), bagnoschiuma shampoo e balsamo (come sopra), creme da giorno da notte per il corpo maschere (il lavoro incessisce si sa), trousse per manicure e pedicure (se si scheggia il rouge noir?). Il liquido per le lenti e le lenti di ricambio, quattro cambi d’abito (due per il giorno e qualcosa per la sera), un maglione, la giacca (e non fa ancora freddo…), i libri che stai leggendo, la biancheria, la camicia da notte…e le scarpe (le ballerine per guidare, due paia di sandali, e se come oggi piove….).
Quindi tu e le altre avete un trolley (ormai non te lo fanno passare solo a Linate), la borsa del pc che cercate di tenere con fatica sul trolley e naturalmente la borsa quella vera quella che tutte donne hanno quando per qualsiasi motivo escono di casa. Se poi il volo è in ritardo tu e le tue amiche avrete fatto sicuramente e faticosamente un giro in edicola da dove sarete uscite con in mano l’ultimo numero di vogue del peso di due chili e mezzo avvolto in una copia del corriere della sera.
Chiamano il volo. Se sei fortunata dalla sala d’imbarco passi direttamente all’aereo per un corridoio a soffietto e moquette (e i problemi vengono rimandati di ventidue passi). Se sei sfortunata (nel 70% dei voli quindi) devi aspettare quello stupido pullmino e cercare di mantenerti in equilibrio con più grazia possibile durante il percorso (è provato che gli appoggi sono sottostimati rispetto alla capienza).
Il peggio deve ancora arrivare: devi salire per la scaletta dell’aereo con in mano nell’ordine: il trolley, la borsa del pc, la borsa vera, il giornale e se fa caldo anche lo spolverino che ti eri tolta passando il controllo e con biglietto e documento in mano. Il tutto su tacchi dieci centimetri.
Qualcuno ti offre aiuto? No. Quelli in giacca e cravatta mai.Ti guardano e basta. Ti fanno capire che vai troppo piano per le scale. Rallenti la loro corsa verso cosa non si sa. Stai dando fastidio. E non ti aiutano. E giocano alla gara delle cappelliere. Ci infilano le loro giacche, i loro cappotti ed impermeabili, le loro microborse. E non ti aiutano. Alcuni continuano a parlare al telefono.
Senza poi contare che una volta superata la scalata arrivi in cima e anche lo stewart di turno ti saluta ma ti guarda subito male perché hai troppi bagagli, ma chi gliel’ha fatti passare? Non c’è posto siamo già pieni. Siamo costretti a spedire il bagaglio e bla bla bla
La situazione non migliora dopo l’atterraggio. Ditemi chi vi cede il posto fermandosi e facendovi uscire dalla vostra fila. Ditemelo. Voglio i nomi. Sembra che ti facciano un favore quando con voce cortese e la testa inclinata perché con i tacchi lì sotto non entri dici loro mi scusi aspetti un attimo mi permetta di uscire. E poi ti continuano guardare anche quando con fatica cerchi di tirare fuori il trolley dalla cappelliera. Ti aiutano? Macché sono impegnati a parlare al telefono. Sono atterrato tra mezzora sono li. Ma chi se ne frega. Fate gli uomini anzi no fate i maschi, tirate fuori i vostri muscoli e in un nanosecondo prendete il mio dannato trolley dalla cappelliera cazzo. E aiutatemi a scendere le scale. Signora non si preoccupi ci penso io. E fatelo senza sudare senza sembrare impacciati. Lo sapete ancora fare ne sono certa.
Fatelo perché siete uomini. E se non siete ancora convinti...fatelo perché potreste diventare i nostri uomini.
Quindi uomini che viaggiate:
1.sorridete alle signore, offrite loro un caffè o un cioccolatino.
2. fateci vedere quanto siete maschi forti: aiutateci sempre ovunque e a costo della vostra vita a portare i nostri bagagli.
3. se ci vedete in difficoltà davanti alla porta della toilette offritevi custodi dei nostri bagagli ve ne saremo grate per tutta la vita.
4.non vi buttate all’arrembaggio delle cappelliere assicuratevi prima che la signora che avete accanto non ne abbia bisogno più di voi (le vostre micro-borse entrano benissimo sotto la poltrona) e poi questo ve lo chiedo per piacere non riempite le cappelliere di impermeabili, cappotti e giacche sportive arrotolate (anzi non usate quelle giacche sportive piene di tasche che vi stanno male…state andando a lavorare non ad una gara di pesca sportiva).
5.dopo l’atterraggio non abbiate fretta e fateci uscire dalla fila senza guardarci male perché ci stiamo impiegando qualche minuto per raccogliere le forze, il trolley, la borsa pc, la borsa e il giornale.
6. non addormentatevi con la bocca aperta e non russate (questo lo fate sempre durante i viaggi serali e non vi si può guardare..).
7. se non siete dei fighi e avete più di cinquantacinque anni non mi attaccate quei giri d’italia che cominciano con quant’è bella roma ma è bella da visitare ma a viverci non mi piace e io vivo a Genova ma sono siciliano ieri ero a Cagliari ma sto andando a Milano e stasera devo essere a Bari sono in lista d’attesa. Giuro non me ne frega niente e mi fate venire l’ansia.
8. una volta arrivati offritevi di chiamare un taxi anche per noi, che vi costa? Avete tutti i telefonini le macchine gli autisti aziendali…..
9. fate finta di dormire mentre ci trucchiamo e non state lì a guardare le facce che facciamo
10. ma soprattutto…cambiate dopobarba (certe mattine è difficile starvi vicino)
Vi prego.
4 commenti:
ma non era proibito, accettare cioccolatini dagli sconosciuti? e se dentro c'è la droga?
mumble
elenazzurrina
gli uomini non esistono più, da un pezzo. Il femminismo ci ha rovinate per sempre
vitamine e cellule felici per tutti, uomini e donne!
siamo rovinate. ma presto ci salveremo. sono certa.
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